martedì 4 novembre 2008

«Discriminazione transitoria positiva»


Le Iene. Gli stranieri e la scuola


Leggendo la mozione 1-00033, ben più nota come Mozione Cota sulle classi ponte, presentata ed approvata alla Camera il 14 ottobre, sono rimasto come paralizzato di fronte ad un passaggio del testo a mio giudizio sconvolgente e tragico per una società che si definisce civile e per un Parlamento che si definisce democratico:

..la scuola italiana deve quindi essere in grado di supportare
una politica di «discriminazione transitoria positiva»..

Le tre parole, virgolettate dallo stesso Cota – evidentemente consapevole di scrivere una stronzata – non hanno bisogno di particolari commenti. Prendendo un qualsiasi dizionario della lingua italiana – che chiaramente i deputati padani non conoscono – il termine discriminazione è definito come “il trattamento non paritario attuato nei confronti di un individuo o un gruppo di individui in virtù della loro appartenenza ad una particolare categoria”..questo può essere positivo anche se transitoriamente?
E non finisce qui...
..gli alunni stranieri ai quali non viene autorizzato l’ingresso nella scuola “previo superamento di test e specifiche prove di valutazione” – il che viola l’art. 34 della Costituzione della Repubblica italiana (“La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.”) anche questa evidentemente non conosciuta dai deputati padani – saranno inseriti in classi ponte dovranno seguire un percorso di studi orientato, tra l’altro, “all’educazione alla legalità e alla cittadinanza: a) comprensione dei diritti e doveri (rispetto per gli altri, tolleranza, lealtà, rispetto della legge del paese accogliente); b) sostegno alla vita democratica; c) interdipendenza mondiale; d) rispetto di tradizioni territoriali e regionali del Paese accogliente, senza etnocentrismi; e) rispetto per la diversità morale e cultura religiosa del paese accogliente”.
Una domanda: gli alunni italiani accoglienti queste cose le studiano?

1 commento:

Anonimo ha detto...

nelle "classi ponte" finiranno anche i figli della Padania leghista (i cui padri alzano il dito medio durante l'inno nazionale)?